Bonifico parlante: cos’è, come si compila e cosa fare se sbagli (2026)

Bonifico parlante: cos’è, come si compila e cosa fare se sbagli (2026)
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Come funziona il bonifico parlante?

Quando è obbligatorio e come va compilato, in modo da non commettere errori e non perdere le detrazioni fiscali? E se già commesso errori, come rimediare?

In questa guida trovi tutte le risposte sul bonifico per le ristrutturazioni: procediamo con ordine. 👇

Cos’è il bonifico parlante?

Il bonifico parlante è un tipo specifico di bonifico, bancario o postale, riservato ai pagamenti di opere edili che danno diritto ad alcuni bonus edilizi.

Puoi eseguirlo online, tramite home banking, oppure recandoti nella filiale della banca o dell’ufficio Postale.

Differenza rispetto ai bonifici ordinari

L’unica differenza rispetto a un bonifico ordinario riguarda le informazioni che il bonifico deve contenere.

I normali bonifici trasferiscono soldi da A a B. I parlanti fanno la stessa cosa, ma contengono maggiori informazioni che “raccontano” all’Agenzia delle Entrate – e alla banca del destinatario – una serie di cose sull’intervento.

In particolare:

  • chi paga (tu, il cliente)
  • chi riceve il denaro (l’impresa)
  • per quale intervento
  • in base a quale normativa

Perché devi usare il bonifico parlante

Quando la banca dell’impresa edile o dell’artigiano riceve un bonifico parlante, è obbligata ad applicare una ritenuta d’acconto sull’importo (ne parlo tra poco).

Questa ritenuta è la prova che il pagamento è avvenuto in modo tracciabile e conforme alle regole dell’Agenzia delle Entrate: senza questa prova, non viene riconosciuta la detrazione.

Quando è obbligatorio il bonifico parlante

Non tutte le opere edili richiedono il bonifico parlante: dipende dal bonus che vuoi utilizzare (se l’intervento è detraibile, ovviamente).

Bonus che richiedono il bonifico parlante

Bonus ristrutturazione (bonus casa)Detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio
Ecobonus Interventi di efficienza energetica come cappotto termico, caldaia a condensazione, infissi –

Obbligatorio per i soggetti non titolari di reddito d’impresa
SismabonusObbligatorio per i soggetti non titolari di reddito d’impresa

Per accedere al bonus mobili non sei obbligato ad utilizzare questo sistema di pagamento: va benissimo il bonifico ordinario (anzi, ti sconsiglio di usare il bonifico parlante).

Come si effettua un bonifico parlante

Il bonifico parlante si effettua tramite home banking, app della banca o di Poste Italiane – nelle sezione chiamata “bonifico per detrazioni fiscali” o “bonifico parlante” – o direttamente allo sportello.

Rispetto al bonifico ordinario, sono necessarie alcune informazioni aggiuntive.

Dati fondamentali per il bonifico parlante

1. Causale del versamentoL’elemento assolutamente necessario riguarda le informazioni sulla fattura (numero e data della fattura, vedi esempio sotto la tabella)
2. Codice fiscale del beneficiario della detrazionePuò essere anche una persona diversa da chi ordina il bonifico
3. Numero di Partita Iva o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato (beneficiario del pagamento)Si intende la partita iva o il codice fiscale del fornitore (impresa edile, artigiano, rivenditore di serramenti…etc.)

Vediamoli uno ad uno. 👇

#1 Causale del versamento:

La causale è la sezione che crea più confusione, perché non basta scrivere semplicemente “lavori casa” o “ristrutturazione”: servono elementi precisi.

Una premessa doverosa: le imprese e gli artigiani seri forniscono sempre al cliente le indicazioni per compilarla correttamente, ma non tutti lo fanno, quindi meglio sapere come funziona questa sezione.

Sul sito di Poste Italiane e della maggior parte delle banche, nella sezione “bonifici” trovi un’area dedicata ai bonifici per agevolazioni fiscali: seleziona quella, non il bonifico ordinario.

Da lì puoi scegliere il tipo di agevolazione tra queste opzioni:

Recupero patrimonio edilizio art. 16-bis tuirBonus Ristrutturazione
Risparmio energetico – L. 296/06Ecobonus
Spese per interventi antisismici – l. 50/17Sismabonus

Selezionando il campo corretto, hai risolto la questione del riferimento normativo: la ritenuta d’acconto verrà applicata, che è esattamente quello che interessa all’Agenzia delle Entrate.

Nel campo causale vero e proprio inserisci invece i dati della fattura, ad esempio:

Acconto rif. fattura n. 24 del 14/03/2026

In questo modo non c’è margine di errore sul riferimento del pagamento.

Nulla vieta di riportare il riferimento normativo nella causale (se c’è spazio) ma non sei obbligato. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la sua assenza nella causale non fa perdere il diritto alle detrazioni (circolare 11/E del 2014).

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#2 Codice fiscale del beneficiario della detrazione

Qui devi indicare di dati della persona – o le persone – che vogliono utilizzare la detrazione fiscale (i tuoi dati, se sei il cliente).

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che se ci sono più soggetti che sostengono la spesa e tutti vogliono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale di tutte le persone interessate al beneficio.

Il caso del condominio 🏢

Per interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento.

Se l’abitazione appartiene a più proprietari, è obbligatorio fornire nomi, cognomi e codici fiscali di tutti i co-proprietari – il beneficiario delle detrazioni può essere una persona fisica, una persona giuridica o il condominio stesso.

#3 Numero di partita iva o codice fiscale del beneficiario del pagamento

Mi riferisco ai dati del fornitore del servizio e/o del materiale che pagherai: l’impresa edile, l’artigiano, il rivenditore di porte e finestre o l’altro professionista di turno (beneficiario del pagamento).

La data di pagamento del bonifico parlante

La data di pagamento del bonifico dev’essere successiva o al massimo contemporanea a quella di emissione della fattura, anche nel caso di pagamenti di acconti.

La ritenuta bancaria sui bonifici parlanti: cos’è e cosa cambia per te

Come anticipato, quando paghi con bonifico parlante, la banca dell’impresa trattiene automaticamente una ritenuta d’acconto dell’11% sull’importo totale, prima di accreditare il denaro al beneficiario.

Se esegui un bonifico di 10.000 euro, l’impresa o l’artigiano ne riceverà circa 9.000: i rimanenti verranno versati direttamente all’Erario come acconto sulle imposte dell’impresa.

Per i cliente (tu) non cambia nulla: non hai spese aggiuntive né calcoli da fare, perché la ritenuta è a carico del fornitore.

L’impresa o l’artigiano, invece, potranno recuperare quella ritenuta in sede di dichiarazione dei redditi.

Per approfondire: La ritenuta d’acconto sul bonifico parlante

Errori di compilazione del bonifico parlante: come rimediare

Cosa accade se commetti degli errori in fase di compilazione? 🤔

Errore #1: bonifico ordinario anziché parlante

Se esegui un bonifico ordinario, anziché parlante, hai due opzioni per rimediare.

La prima è la più semplice, in teoria: chiedi il rimborso e rifai il bonifico. L’impresa restituisce l’importo, tu lo riaccrediti con il formato corretto: fine del problema.

Tuttavia, questa soluzione funziona raramente. O perché il professionista ha già utilizzato quei soldi per pagare fornitori e gestire il cantiere, o perché si tratta di cifre importanti che nessuno vuole movimentare due volte senza motivo.

Risultato: la maggior parte delle persone sceglie la seconda opzione. 😬

La seconda soluzione è la dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

In parole povere, l’impresa firma un documento in cui dichiara di aver ricevuto quella somma, di averla registrata regolarmente in contabilità e di averla fatta concorrere alla determinazione del reddito d’impresa.

Il documento va poi consegnato al tuo commercialista o al CAF quando prepari la dichiarazione dei redditi, e conservato in caso di controlli futuri.

FAC-SIMILE Dichiarazione (PDF)

Errore #2: riferimento normativo errato

Nessun problema particolare nemmeno se hai selezionato il riferimento normativo sbagliato.

Ad esempio stai pagando lavori che rientrano nel bonus ristrutturazione, ma per distrazione selezioni la normativa dell’Ecobonus, o viceversa.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che questo tipo di errore non fa perdere la detrazione (circolare 11/E del 2014). Ciò che conta davvero, ai fini della ritenuta d’acconto, è che il bonifico sia stato riconosciuto dalla banca come “parlante”, e questo avviene a prescindere dalla normativa indicata.

Domande frequenti sul bonifico parlante

A seguire rispondo (in breve) ad alcune domande frequenti sul bonifico parlante.

Il bonifico parlante vale per il bonus mobili?

No. Il bonus mobili ed elettrodomestici segue regole diverse: il pagamento può avvenire con carta di credito o debito, bonifico ordinario o finanziamento (il bonifico parlante non è richiesto.

Posso fare più bonifici parlanti per lo stesso lavoro?

Si. Puoi fare più bonifici in momenti diversi, man mano che avanzano i lavori. L’importante è rispettare tutte le regole viste in questo articolo.

Devo conservare la ricevuta del bonifico?

Si. La ricevuta del bonifico è uno dei documenti che l’Agenzia delle Entrate può chiederti in caso di futuri controlli: conservala insieme alle fatture dell’impresa.

Cosa succede se non ho fatto il bonifico parlante?

Se non hai fatto il bonifico parlante, bensì quello ordinario, è necessaria una dichiarazione sostitutiva di atto notorio – rilasciata dall’impresa – che attesa la corretta contabilizzazione del pagamento.

Il bonifico parlante è obbligatorio per il bonus ristrutturazione?

Si. Il bonifico parlante è il metodo di pagamento per ottenere il bonus ristrutturazione e altri bonus edilizi (Ecobonus e Sismabonus).

Bonifico parlante: quanto trattiene la banca?

Sui bonifici parlanti, le banche e Poste Italiane trattengono una ritenuta d’acconto dell’11%. La somma viene versata all’Erario come anticipo delle tasse che l’impresa verserà nella successiva dichiarazione dei redditi (nessun costo aggiuntivo per il cliente).

Quanto tempo ci mette un bonifico parlante?

I tempi di accredito di un bonifico parlante sono vanno da 1 a 3 giorni lavorativi, indicativamente.

Ristrutturare casa: quali sono gli errori da evitare?

Vorresti sapere quali sono gli errori più comuni e costosi commessi da chi ristrutturare casa?

Li ho raccolti in un video gratuito.

È un contenuto pratico, pensato per chi sta per affrontare un cantiere e vuole evitare gli errori più frequenti (con le giuste informazioni puoi evitarli).

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A presto
Lorenzo

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Lorenzo Ciancio

Autore del post e fondatore di Voglia di Ristrutturare Leggi i miei articoli