4 Migliori Materiali per il top cucina (Spiegati “SEMPLICE”!)

4 Migliori Materiali per il top cucina (Spiegati “SEMPLICE”!)
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In questa guida scoprirai quali sono i 4 migliori materiali per il top cucina.

L’articolo contiene:

  • le caratteristiche del top ideale
  • pro e contro dei migliori materiali
  • la mia opinione su ciascun prodotto

Se devi scegliere il ripiano cucina – e vuoi chiarire le idee prima dell’acquisto – allora sei sull’articolo giusto.

Buona lettura!

5 qualità del top cucina ideale

Iniziamo dalle cinque caratteristiche di un piano di lavoro perfetto. Mi riferisco ai requisiti di maggior interesse per chi ne acquista uno.

Le 5 qualità:

  • resistenza
  • estetica
  • praticità (pulizia/manutenzione)
  • igiene
  • riparabilità

Tali proprietà dipendono soprattutto dalla struttura dei materiali, e possono influire (parecchio) sul prezzo al metro lineare.

Resistenza

Il top è la zona più stressata del mobile cucina: gli imprevisti sono all’ordine del giorno.

Prima dell’acquisto, controlla il comportamento del materiale in queste situazioni:

  • macchie
  • assorbimento di liquidi
  • abrasioni e graffi
  • calore e shock termici
  • acidi
  • ingiallimento e aloni

Scoprirai che certi prodotti sono quasi inattaccabili; altri richiedono più attenzioni.

Estetica

Alcuni materiali offrono maggiore personalizzazione, con ampie gamme colori, effetti, finiture di superficie, spessori…mentre con altri hai una scelta limitata.

Ecco un esempio evidente:

La “sartorialità” del piano in acciaio è minima: l’effetto lucido è uno standard. Esistono rifiniture diverse (spazzolata, satinata…), ma dovrai trovare degli specialisti del materiale.

Praticità e Igiene

Praticità e igiene variano in base alla porosità del ripiano, che determina il grado di assorbimento dei liquidi (oli e bevande in primis).

I top compatti e inassorbenti – come i grès – non temono i ristagni prolungati, concedono disattenzioni e sono più funzionali e facili da pulire (rispetto alle strutture porose di alcune pietre naturali, vedi i marmi).

Riparabilità

Un top è riparabile/rigenerabile quando è possibile rimuovere graffi superficiali e/o incisioni.

Il concetto di riparazione non è recente, ma si è fatto strada soprattutto negli ultimi anni, dopo l’introduzione del Fenix® (ne parlo tra qualche riga).

Quali sono i migliori materiali per il top cucina?

I materiali per il top cucina sono molti, ma gran parte della richiesta si concentra su quattro famiglie:

  • laminati
  • quarzi
  • grès e pietre sinterizzate
  • solid surface

Tra poco leggerai di che si tratta (cosa acquisti, in sostanza), quali sono i pregi e i difetti e qual è il mio parere.

Altri materiali

  • acciaio
  • pietre naturali
  • vetro
  • legno massello
  • cemento
  • ecomalta

Per questi la richiesta è assai inferiore, dirò qualcosa solo su acciaio e pietre naturali (considerati degli evergreen).

Top cucina laminato

I laminati sono i materiali più usati nelle cucine italiane (top, ante…); abbracciano una serie di prodotti, divisi in 3 categorie.

In ordine di qualità (crescente):

  • laminati base
  • HPL
  • Fenix

Tra i prodotti esistono alcune differenze.

Se in show-room c’è un top laminato, chiedi a quale categoria appartiene.

Laminato base

È composto da una lamina di strati di carta impregnata e resine termoindurenti, posizionata sopra un supporto di particelle di legno:

Il prodotto, conosciuto come laminatino (per distinguerlo da laminati migliori), è il più economico della categoria. Di solito lo trovi nei negozi della grande distribuzione, come Mondo Convenienza e IKEA.

Prezzo a parte, il vantaggio principale è la personalizzazione della lamina, che può riprodurre decine di effetti/colori:

I ripiani sono impermeabili, resistono abbastanza bene a urti (esclusi oggetti spigolosi e pesanti) e macchie comuni di cibi e bevande.

La resistenza al calore è invece scarsa, quindi va sempre usato un sottopentola.

Alcuni laminati base hanno un discreto rapporto qualità/prezzo, ma la durata dipende molto da qualità del prodotto e abitudini d’uso e manutenzione.

Esempio: i top costruiti con carta impregnata “povera”, col tempo, tendono a sbiadire e ingiallire.

Anche i ristagni d’acqua prolungati possono creare problemi. Non tanto sulla superficie, quanto su giunture e bordature dei piani, i punti più critici.

Altro fattore che influisce sulla durata è il tipo di lavello installato.

Delle aziende propongono top in laminatino abbinati a lavandini con aggancio sottotopiano, che tuttavia sconsiglio.

Per attaccare il lavello sottopiano si eseguono fori che rompono la struttura del top. Purtroppo in quei punti si può infiltrare dell’acqua, che genera aperture e/o rigonfiamenti.

HPL

La sigla HPL (High Pressure Laminate) si riferisce ai laminati di spessore maggiore, prodotti a elevate pressioni.

Qui alziamo l’asticella, perché parliamo di laminati di qualità e resistenza superiore, disponibili presso i mobilieri e nelle cucine di molte aziende famose.

Esistono 2 tipi di HPL:

  • stratificato
  • non stratificato

La differenza la racconto in questo brevissimo video (30 secondi):

Gli HPL resistono meglio a graffi, abrasioni, impatti, macchie, acqua e calore.

Offrono una buona personalizzazione di effetti e colori, anche se leggermente inferiore rispetto ai laminatini.

Altri aspetti interessanti?

Il primo: la possibilità di creare una cucina con ante abbinate al top (monolitica); opzione più difficile con altri materiali, come quarzo e grès.

Il secondo: col top in HPL stratificato puoi realizzare lavelli integrati (squadrati) della medesima finitura del top.

Fenix

Il Fenix rappresenta l’ultima evoluzione dei laminati.

Prodotto con nanotecnologie, condivide delle qualità dei laminati visti finora, oltre ad alcune peculiarità esclusive.

Quella principale è la riparabilità.

Graffi superficiali di unghie, lame, chiavi, stoviglie…si possono eliminare, anche infinite volte, grazie a un sistema di riparazione a caldo – illustrato sul sito aziendale – che sfrutta la nanotecnologia del Fenix®.

Ripeto: solo graffi leggeri, che non tagliano/incidono il top.

Altra caratteristica del materiale è la sensazione al tatto.

Questi top hanno una superficie liscia e opaca, anti-impronta e piacevole al tocco; la differenza rispetto a laminati e HPL si percepisce!

La varietà di spessori e colori è buona, ma i toni sono quasi tutti uniformi, senza effetti particolari (es: legno, marmo…)

È senza dubbio uno dei prodotti più gettonati e celebri, lo troverai sui ripiani di molti produttori di cucine.

Anche Fenix è disponibile in versione stratificata e non stratificata

Cosa ne penso

Tutti i laminati citati rappresentano delle valide soluzioni.

Un piano cucina in laminatino di buona qualità, usato e pulito correttamente, dura decenni. Col tempo perderà vigore – e i bordi “vivi” potrebbero annerire – ma nessun materiale è indistruttibile.

Comunque, considerati i prezzi al mq dei laminati base, è un buon compromesso.

L’HPL resiste meglio a usura e alte temperature (170°-180°), e se desideri un piano robusto e funzionale è una buona soluzione.

Non avrà l’eleganza dei solid surface o la durezza dei grès, ma il prodotto fa il suo dovere.

Fenix è l’ultimo arrivato, senza dubbio il più sponsorizzato e discusso della categoria.

Su questo materiale troverai spesso opinioni contrastanti, con ottime recensioni contrapposte a sconsolate testimonianze di acquirenti delusi.

Come stanno le cose? 🤔

Dipende dalle tue aspettative, e da come userai il top.

Confermo la buona resistenza del Fenix, la riparabilità dei micrograffi, il fascino della superficie (bella da vedere e toccare) e l’anti-impronta…purché le dita siano pulite. 😬

Le ditate di olio, grasso e cibo lasciano invece dei segni/aloni sul top, come del resto accade con altri materiali.

Non condivido invece la linea di alcuni rivenditori, che puntualmente lo descrivono come il miglior prodotto in commercio, superiore anche a quarzi e grès. Quest’ultimi, come tra poco vedrai, hanno delle peculiarità che mancano al Fenix.

Top cucina in quarzo

I ripiani cucina in quarzo* sono composti da polveri o graniglie di quarzo (oltre il 90%), cariche minerali e pigmenti e una piccola percentuale di resine leganti.

Il look è identico a quello delle vere pietre – come marmo o granito – cambia la composizione. A differenza delle pietre, non possiamo parlare di un materiale completamente naturale.

*altro nome: agglomerati di quarzo

Pro e contro dei piani in quarzo

Le prestazioni tecniche sono migliori rispetto alle pietre (merito della struttura), di conseguenza la resistenza è elevata.

Di quale resistenza parliamo?

In primis, quella a urti, graffi e abrasione: il quarzo è tra i minerali più duri presenti in natura.

La superficie è compatta – senza porosità – quindi il livello di assorbimento dei liquidi è ridottissimo, mentre la resistenza alle macchie comuni è buona, soprattutto nelle finiture lucide.

Macchie comuni: caffè, succo di limone, vino, aceto, olio d’oliva.

La struttura impermeabile influisce in modo positivo anche sulla facilità di pulizia, senza contare che alcuni piani vengono sottoposti a speciali trattamenti, che aumentano la resistenza a macchie, liquidi e aloni.

Il livello di personalizzazione è eccellente, grazie a decine di tonalità, finiture (lucida, opaca, bocciardata), spessori e dimensioni delle lastre:

Punti a sfavore?

Il quarzo sopporta temperature elevate solo per brevi periodi di tempo. Evita i contatti prolungati con pentole calde, padelle, friggitrici…usa sempre il sottopentola.

Da questo punto di vista, la resistenza è inferiore rispetto ai grès.

Prodotti celebri:

  • Silestone
  • Okite
  • Quartzforms
  • Santa Margherita

Cosa ne penso

Ottima scelta, ho raccolto buone recensioni di clienti soddisfatti (che li usano da anni).

Voglio fare una precisazione…

Il range di prezzi è ampio, e i prodotti entry level – per sartorialità e qualità del composito – non possono competere coi top di gamma.

Un esempio: le aziende specializzate offrono piani di formato extra, lunghi fino a 325 cm (anziché i 300 cm standard) e più profondi dei classici 60 cm.

Con queste aziende è possibile scegliere maggiori finiture, soprattutto con venature – come Calacatta – difficili da reperire in altre realtà del settore (vedi IKEA).

Top cucina in grès e pietre sinterizzate

I ripiani in grès e pietre sinterizzate appartengono alla famiglia delle ceramiche, un materiale affidabile e “di casa” che – in varie strutture – usiamo per pavimenti, rivestimenti e sanitari del bagno.

Adoro questi top, perché offrono molti benefici e pochi svantaggi.

Pro e contro dei piani in grès/pietre sinterizzate

Primo punto a favore è l’estrema resistenza: sopportano (quasi) tutto.

Resistono a graffi, abrasioni (pensa ai pavimenti) e grazie alla struttura molto compatta – in pratica inassorbente – non temono macchie di cibi, bevande e agenti chimici.

Altra peculiarità è l’indifferenza alle fonti di calore.

Il contatto con pentole e padelle roventi non produce alcun effetto: puoi appoggiarle sui top senza causare danni o shock termici alle superfici.

Segnalo che il materiale è idoneo anche ad installazioni all’aperto, perché resiste a raggi UV e temperature gelide.

L’estetica appaga anche i gusti esigenti:

I piani di lavoro sono disponibili in parecchi effetti (marmo, legno, cemento…), tonalità (grigio, nero, bianco) e vari spessori, che permettono di arredare una cucina moderna o classica.

Ricorda che parliamo di ceramiche, composti naturali al 100%, igienici e sicuri.

Svantaggi?

L’unico neo è il costo, perché con questi materiali ti sposti in una fascia di prezzo medio-alta.

Prodotti celebri:

Cosa ne penso

Lo considero il miglior piano di lavoro per la cucina, perché è il massimo in termini di resistenza e praticità (2 qualità essenziali) ed offre una buona personalizzazione.

Se sei molto esigente, e desideri un prodotto durevole, facile da pulire e “concreto”, allora punta sui top in grès.

Top cucina in solid surface

Il termine “solid surface” accomuna una serie di prodotti con strutture e caratteristiche molto simili, che trovi in commercio sotto vari marchi registrati.

Il più famoso è il Corian® (azienda DuPont™ – 1967), formato da 1/3 di resina acrilica e circa 2/3 di sostanze minerali naturali, come il tri-idrato di alluminio (derivato dalla bauxite).

Gli altri solid surface hanno piccole differenze nella struttura, ma proprietà analoghe.

Pro e contro dei piani in solid surface

Un primo beneficio è l’estrema duttilità, perché questi materiali sono termoformabili.

Ciò significa che si plasmano a piacimento – col calore – fino ad assumere qualsiasi forma, anche curva.

La gamma toni/effetti è sconfinata, ma 9 volte su 10 viene scelto il classico “colore” bianco. 🙂

Altra peculiarità è la possibilità di realizzare un piano con giunzioni impercettibili.

Il look è quello di una superficie continua, molto pulita e minimale. Medesimo discorso per la vasca del lavello, che forma un tutt’uno col top (niente angoli).

Il materiale resiste agli urti di oggetti non appuntiti, mentre il colpo di una lama può creare graffi e incisioni.

La buona notizia è che la superficie è ripristinabile.

Tuttavia, a differenza del Fenix®, puoi eliminare sia graffi superficiali sia incisioni profonde. Le riparazioni si eseguono con dei kit – forniti dai produttori – o tramite l’intervento di tecnici dell’azienda, per danni più gravi.

La struttura dei ripiani è compatta, non porosa e non favorisce la crescita di muffe o germi; il solid surface è inerte e atossico, viene impiegato anche in ambito medico (esempio: nelle sale operatorie).

Un aspetto da sottolineare è il prezzo.

Questi prodotti sono molto belli, ma il costo è superiore rispetto ai materiali visti finora.

Prodotti celebri:

  • Corian®
  • Hanex

Cosa ne penso

La scelta di un solid surface – Corian in primis – è spesso motivata dalle qualità estetiche dei prodotti, una su tutte la possibilità del lavabo senza spigoli, fuso col piano (disponibile anche con gocciolatoio integrato o scanalature per lo sgocciolatoio).

Secondo me sono perfetti per le cucine di design, eleganti e magari con misure e/o forme particolari, difficili da realizzare con materiali poco flessibili.

Acciaio e pietre naturali: due alternative per il top cucina

È giusto dedicare qualche riga ad acciaio e pietre naturali, materiali di nicchia ma ancora richiesti.

Top cucina in acciaio

Il beneficio primario di questa lega di ferro e carbonio è la praticità.

Un piano in acciaio è impermeabile, facile da pulire, molto igienico e resistente al calore.

Il problema principale di tali superfici è che si graffiano facilmente, quindi è poco richiesto nelle cucine domestiche (mentre viene sempre usato in quelle professionali).

Nonostante questo difetto, rimane uno dei migliori piani di lavoro in commercio.

Top cucina in pietra (marmo o granito)

Le pietre naturali più usate per i ripiani sono marmo e granito.

In passato rappresentavano un’opzione ricercata, ma negli ultimi anni la domanda è scesa in modo sensibile, e il motivo è legato alla delicatezza dei materiali.

La struttura di tali pietre è piuttosto porosa, e i contatti prolungati con liquidi colorati (caffè, vino…), olio e sostanze acide (limone, aceto…) possono rovinare le superfici in modo quasi irreparabile.

I potenziali acquirenti hanno preferito puntare su alternative più resistenti e pratiche, e marmo e granito sono quasi spariti dalle cucine.

Per concludere

Ora conosci punti di forza e lacune dei migliori materiali per il top cucina.

Prima dei saluti voglio dirti 2 cose.

La prima: questa guida nasce grazie all’aiuto dei ragazzi di Bezze Arredamenti (Legnaro – Padova), specializzati in progettazione, vendita e montaggio di cucine.

Se desideri una cucina durevole e di qualità – e un solo interlocutore – chiedi di Franco o Marco. 😉

Seconda cosa: ho dedicato molto tempo alla scrittura dell’articolo.

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A presto!
Lorenzo


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Lorenzo Ciancio

Autore del post e fondatore di Voglia di Ristrutturare Leggi i miei articoli