Meglio una cucina separata o open space?

Meglio una cucina separata o open space?
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Meglio una cucina separata oppure open space?

In questa guida scoprirai caratteristiche e pro e contro di entrambe le soluzioni.

Premetto che non c’è una scelta giusta o sbagliata (in assoluto): c’è la soluzione migliore per te, che ti aiuterò a trovare con alcuni esempi pratici.

Iniziamo!

Cucina separata VS open-space: qual è la differenza?

La differenza tra cucina separata e open-space è che nel primo caso gli ambienti sono divisi da pareti o altri sistemi, mentre nel secondo si tratta di un unico ambiente, con la cucina a vista che si “affaccia” sul soggiorno.

Pro e contro di entrambe le soluzioni

Per aiutarti a decidere, ho preparato un elenco di 6 fattori – sui quali ti invito a riflettere – che rappresentano delle caratteristiche, delle esigenze o dei problemi che spesso interessano a chi si trova nella tua situazione.

Ciascuna ha le mie considerazioni, coi punti a favore o sfavore (oggettivi).

#1 Contenimento

Il primo fattore è il contenimento: tutti abbiamo bisogno di posti dove “mettere le cose”.

Secondo te, in termini di spazio contenitivo da sfruttare, qual è la scelta migliore?

La cucina aperta o quella chiusa? 🤔

Diciamo che le 2 soluzioni se la giocano quasi alla pari, anche se bisogna valutare il caso specifico.

Senza dubbio la cucina separata offre almeno una parete in più, da allestire coi pensili o per accostare una parte del mobile cucina, piuttosto che il frigo o un tavolo.

In base alle situazioni, anche il lato parete in zona giorno è utilizzabile.

Su quel lato, oltre ad accostare mobili da terra come librerie, credenze, divani, madie…etc. puoi anche per creare la tua parete attrezzata per la tv (giusto per fare un esempio frequente).

Messa così sembrerebbe non esserci storia:

Quando serve spazio contenitivo per le cose, conviene sempre la cucina separata…giusto? 😉

No, non è sempre così

Se il tuo open space ha spazio a sufficienza, puoi inserire una cucina con penisola o isola.

Anche molte isole e penisole offrono spazio di contenimento dove riporre di tutto (cosa, esattamente?).

Qualche esempio:

  • stoviglie e posate
  • utensili e accessori vari
  • piccoli elettrodomestici
  • tovaglie e canovacci
  • cestini della spazzatura

…e molto altro.

Si gestisce tutto con sistemi di apertura ad ante, con cassetti e/o cestoni estraibili.

La superficie del piano isola o penisola, inoltre, serve come spazio di lavoro o bancone per i pasti e – quando integra i fornelli – come piano cottura.

#2 Odori

Il secondo fattore è il problema degli odori del cibo, un argomento molto discusso e con opinioni sempre discordanti.

L’unico dato di fatto (indiscutibile) è che negli open space gli odori del cibo non trovano ostacoli alla loro diffusione nell’ambiente.

Le cappe d’aspirazione, comprese quelle grandi e potenti, non possono far molto a riguardo. 🤷🏻‍♂️

Detto ciò, è scorretto affermare che con la cucina separata non sentirai più odori di cibo in soggiorno e/o in ambienti limitrofi.

Dipende!

Dipende da cosa cucini, dalla distribuzione degli ambienti (finestre comprese), dall’aerazione – con eventuale presenza di correnti d’aria – e dal tipo di cappa, che potrebbe aiutare a contenere gli odori.

Alcuni cibi come aglio, cipolla, cavolo, curry e pesce fritto, producono odori forti e difficili da contenere, anche quando la cucina è separata (basta aprire la porta per poco tempo, per far passare l’odore).

Per limitare il problema – a prescindere dalla soluzione scelta – devi sempre accendere l’aspirazione ed arieggiare, oltre a valutare l’uso di profumatori per ambienti.

#3 Privacy

Il terzo fattore è la privacy.

La soluzione che offre maggiore privacy, silenzio, ordine visivo e tranquillità (quanta roba 😅 ) è la cucina separata.

La parete o le pareti divisorie creano uno schermo che torna utile in varie situazioni.

Innanzitutto puoi spadellare senza distrarre chi si trova in soggiorno a svolgere attività che richiedono concentrazione e tranquillità (es. studio e lettura).

Con la cucina separata eviti di disturbare anche chi guarda la tv o si riposa, chi è al telefono, o chi parla in soggiorno con altre persone.

Ma anche tu non sarai disturbato/a, mentre sei in cucina.

Senza contare che i muri hanno il vantaggio di nascondere il disordine lasciato in cucina durante la preparazione dei cibi, o in seguito a una cena con degli ospiti.

Quindi, dal punto di vista dell’intimità, la cucina separata è la scelta migliore.

#4 Condivisione

Il quarto fattore è la condivisione, un concetto ampio che rappresenta l’esatto contrario del punto precedente (privacy).

Se vuoi condividere le attività di soggiorno e cucina, la scelta giusta è ovviamente l’open-space, perché non c’è alcun filtro tra le due zone.

Grazie a questa soluzione, ad esempio, puoi cucinare e allo stesso tempo controllare i tuoi figli che studiano o giocano in soggiorno.

Se ti piace organizzare cene e feste, l’open space ti permette di preparare tutto – nella zona cucina – senza isolarti dagli ospiti: anzi, puoi cucinare mentre parli con gli invitati.

Trattandosi di un solo ambiente, è più facile condividere le varie attività della famiglia, a volte senza nemmeno spostarsi fisicamente da una zona all’altra.

#5 Luce naturale

Il quinto fattore è la luce naturale, ovvero la luminosità portata dai raggi del sole.

Per massimizzare la diffusione della luce naturale bisogna togliere gli ostacoli.

Va da sé che senza pareti e porte la luce può fluire liberamente dentro l’ambiente e quindi – sotto questo punto di vista – il soggiorno-cucina open space ha la meglio.

Bisogna comunque valutare la distribuzione dei 2 ambienti (forma) e l’esposizione, perché in certe situazioni l’abbattimento delle pareti non porta grandi migliorie, in termini di luminosità naturale.

#6 Impatto visivo

Sesto ed ultimo fattore è l’impatto visivo.

Con impatto visivo si intende la prima impressione o l’effetto estetico generato dagli elementi dell’arredo all’interno di uno spazio.

Puoi creare un magnifico impatto visivo (il cosiddetto effetto “wow”) sia con la cucina separata che con quella a vista, anche se secondo me alcuni open space hanno una marcia in più, sotto questo aspetto.

Mi riferisco in particolare a quegli open space con cucina a isola o penisola dove tutti gli elementi del soggiorno e della cucina, nell’insieme, creano un’atmosfera gradevole, accattivante e coerente.

Per come la vedo, gli open space ben dimensionati e arredati riescono a colpire in modo positivo con maggior facilità, rispetto alle cucine separate.

Nella tabella a seguire trovi un riepilogo di quanto hai letto finora.

Per ciascuno dei 6 fattori del mio elenco ho segnato qual è la soluzione ideale o comunque consigliata.

OPEN CHIUSA
Contenimento ✔️ ✔️
Odori ✔️
Privacy ✔️
Condivisione ✔️
Luce ✔️
Impatto visivo ✔️ ✔️

Per alcuni c’è il doppio segno perché entrambe le soluzioni, in quel caso, sono adatte allo scopo finale.

Separare senza isolare: le soluzioni “ibride”

A ben vedere, per separare soggiorno e cucina esistono anche delle soluzioni meno rigide, rispetto a delle pareti.

Ne ho parlato in modo approfondito nel mio articolo “dividere senza opere murarie”.

Uno dei sistemi più diffusi è la vetrata.

Si tratta di pannelli di vetro montati su telai metallici che si adattano ad aperture di qualsiasi dimensione: forse rappresentano il miglior sistema per creare un leggero filtro, anziché una divisione netta tra gli ambienti.

Cucina aperta o chiusa: quale scegliere?

Tempo fa ho fatto un sondaggio sul mio canale YouTube.

Ho chiesto agli iscritti di farmi sapere cosa preferivano tra cucina a vista o separata.

Su circa 900 votanti, il 72% ha scelto la soluzione soggiorno-cucina open space (solo il 28% quella separata).

Cucina a vista: 72% dei voti

Questo risultato schiacciante racconta che gli open space sono apprezzati e fanno “tendenza” (soprattutto quelli con cucine a isola o penisola) ma ti sconsiglio di scegliere in base alle tendenze.

Rifletti invece sulle tue abitudini, le tue priorità e su come vivi la casa.

C’è un’esigenza – tra quelle del mio elenco – per te molto importante (magari più di altre)?

Nel mio caso, la priorità è la privacy: per le mie attuali esigenze ho bisogno di un ambiente separato dal soggiorno, dove posso cucinare – o far altro – senza disturbare e senza essere disturbato.

Pensaci su. 🙂

Aspetta!

Spero che la guida sia stata utile: se hai domande scrivi un commento.

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A presto!
Lorenzo

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Lorenzo Ciancio

Autore del post e fondatore di Voglia di Ristrutturare Leggi i miei articoli