CILA: che cos’è e quando serve (Super Guida 2022)

CILA: che cos’è e quando serve (Super Guida 2022)
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In questa guida ti parlerò della CILA, la comunicazione di inizio lavori asseverata.

Nell’articolo scoprirai:

  • cos’è e qual è la normativa
  • per quali lavori è richiesta
  • cosa contiene e quanto costa
  • MOLTO altro!

Risponderò alle domande più frequenti, quindi se devi ristrutturare casa (o fare dei lavori) leggi con attenzione il post.

Iniziamo!

Che cos’è la CILA?

La Comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) è una comunicazione di parte prevista per alcuni interventi di manutenzione straordinaria sugli immobili, che richiede l’asseverazione di un tecnico abilitato (architetto, ingegnere o geometra).

Normativa

La Cila è disciplinata dal D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia), art. 6 bis, quest’ultimo introdotto dall’art. 3 d.lgs n° 222/2016 (chiamato decreto SCIA 2).

Quando è obbligatorio fare la CILA?

La Cila è obbligatoria per gli interventi di manutenzione straordinaria che modificano e rinnovano parti NON strutturali dell’immobile, e che realizzano e integrano i servizi igienico-sanitari e tecnologici.

Esempi:

  • demolizioni di pareti interne non portanti (tramezze)
  • costruzione di pareti interne
  • apertura o chiusura di porte interne
  • ristrutturazione del bagno
  • rifacimento di un impianto

L’elenco (incompleto) riguarda le opere più frequenti in tema di ristrutturazione di appartamenti o case.

Gli interventi NON devono cambiare la volumetria complessiva degli edifici o causare mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso, implicanti incremento del carico urbanistico.

Esempio:

  • frazionamenti o accorpamenti di unità immobiliari (senza modifiche alla volumetria complessiva né cambi di destinazione d’uso)

Cosa comprende la CILA (modello ed allegati)

La pratica edilizia comprende il modello Cila e gli allegati, alcuni dei quali variano in base alle specifiche dell’intervento.

Modello Cila

Nel documento, proprietario e progettista fanno delle dichiarazioni sull’intervento da realizzare (trovi tutte le voci in questo modello Cila).

Uno dei punti fondamentali è l’asseverazione del progettista.

In questa sezione, il tecnico abilitato certifica (sotto responsabilità penale) che l’intervento:

  • è conforme agli strumenti urbanistici approvati
  • è conforme ai regolamenti edilizi
  • è compatibile con la normativi in materia sismica
  • è compatibile con la normativa sul rendimento energetico in edilizia
  • non riguarda parti strutturali dell’edificio

Allegati

Gli allegati cambiano in base all’opera, ma alcuni vengono sempre richiesti.

Nello specifico:

  • documenti catastali e di proprietà
  • fotocopia documenti d’identità dei firmatari
  • elaborati di progetto
  • elaborati fotografici
  • pagamento dei diritti di segreteria (se dovuti)
  • notifica preliminare ASL (se necessaria)

La notifica preliminare (quando obbligatoria) è anche necessaria per accedere ai bonus fiscali

Dove presentare la CILA

La comunicazione di inizio lavori asseverata si presenta – per via telematica – presso l’ufficio tecnico del Comune dove si trova l’immobile, in particolare allo Sportello Unico per l’edilizia.

L’alternativa è l’invio tramite posta elettronica certificata (PEC).

Chi redige e presenta la CILA

Compilazione, asseverazione e presentazione della Cila spettano ai tecnici abilitati come architetti, ingegneri, geometri o periti industriali.

Quanto costa fare la CILA

Il costo indicativo di una Cila va da un minimo di 500 euro fino a un massimo di 1500 euro, e comprende la parcella del tecnico e i diritti di istruttoria e segreteria (variabili, in base al Comune).

Alcuni Comuni non chiedono spese di istruttoria/segreteria

Mancata CILA e CILA tardiva o “in sanatoria”

La mancata presentazione della Cila comporta una sanzione pecuniaria di 1.000 euro, ridotta di 2/3 (quindi pari a 333 euro) se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando è in corso l’intervento.

Il riferimento normativo è sempre l’art. 6 bis. (comma 5) del D.P.R. 380/2001.

La cila ha una scadenza?

L’attuale normativa non prevede alcuna durata di validità per la CILA: non esiste un limite temporale entro il quale ultimare i lavori.

Che differenza c’è tra CIL e CILA

La CIL (comunicazione di inizio lavori) era richiesta per alcuni interventi di manutenzione ordinaria, ma è stata quasi del tutto abolita dal già citato decreto SCIA 2, e non ha nulla a che vedere con la CILA.

Che differenza c’è tra CILA e SCIA

La principale differenza tra Cila e Scia edilizia è che la Scia è richiesta per gli interventi di manutenzione straordinaria che modificano parti strutturali dell’edificio, come pilastri, travi, muri portanti…etc.

Alcuni lavori soggetti a Scia:

  • apertura o chiusura di fori su muri portanti (interni o esterni)
  • costruzione di scale interne o esterne
  • sostituzione e rifacimento del solaio

La normativa della Scia è sempre il D.P.R. 380/2001, art. 22.

Detrazioni fiscali ristrutturazioni: è richiesta la CILA?

Molte persone mi chiedono se per fruire dei bonus fiscali – previsti per ristrutturazioni e riqualificazioni – è necessario presentare una CILA.

Dunque…

Bonus fiscali e CILA viaggiano su binari paralleli

Puoi fruire dei bonus fiscali se ne hai diritto e se l’intervento è tra quelli agevolati (a prescindere dalla necessità di una Cila).

Punto. 🙂

Lavori esclusi dalla CILA

Come detto, la Cila è richiesta per certi interventi di manutenzione straordinaria.

Le opere di manutenzione ordinaria, invece, non prevedono comunicazioni o titoli abilitativi: puoi eseguire i lavori senza “avvertire” il Comune.

Gli interventi di manutenzione ordinaria sono le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture, e quelle che servono a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.

Esempi :

  • tinteggiatura pareti
  • sostituzione della caldaia
  • cambio dei sanitari
  • cambio di mattonelle

Normativa: D.P.R. 380/2001, art.3 comma “a”.

Fine dei lavori: cosa devi fare

Se modifichi la disposizione interna dei locali (es. crei un bagno o costruisci una tramezza) va eseguito un aggiornamento catastale della planimetria dell’immobile.

Non esiste invece l’obbligo di presentare una comunicazione di fine lavori che “chiude” in via ufficiale il cantiere e la pratica: è a discrezione del tecnico (la consiglio).

In alcuni casi sono previsti ulteriori adempimenti, che dipendono dalle caratteristiche dell’intervento.

Come procedere?

Per quanto approfondita (e spero utile!) questa guida non sostituisce la consulenza del tecnico abilitato.

A tal proposito, ti consiglio di contattare un professionista di zona, che risponderà ad ogni quesito relativo al tuo intervento.

Nel frattempo puoi leggere il mio post sui consigli per ristrutturare casa, riservato ai committenti che vogliono pianificare la ristrutturazione.

A presto!
Lorenzo

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Lorenzo Ciancio

Autore del post e fondatore di Voglia di Ristrutturare Leggi i miei articoli