Spostare la cucina: regole, problemi e autorizzazioni (2021)

Spostare la cucina: regole, problemi e autorizzazioni (2021)
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In questa guida scoprirai tutto quello che devi sapere per spostare la cucina in un’altra stanza.

L’articolo contiene:

  • le regole da seguire
  • i permessi da chiedere
  • le risposte a (tante) domande

Se vuoi chiarirti le idee – prima di contattare un tecnico e/o l’impresa – allora leggi con attenzione il mio post.

Iniziamo!

Spostare la cucina in un’altra stanza: una premessa importante

Il primo aspetto da chiarire è che non puoi spostare una cucina senza opere murarie: l’intervento richiede sempre demolizioni commisurate ai dettagli del lavoro (es. distanza da coprire, ostacoli strutturali, disposizione ambienti).

In linea di massima, tutto è più semplice quando affronti una ristrutturazione completa, ma nei restyling leggeri – dove vuoi preservare certi pavimenti e/o stanze – le cose potrebbero complicarsi.

Di cosa ha bisogno una cucina?

Detto questo, vediamo l’elenco degli elementi richiesti in una cucina, divisi tra obbligatori e opzionali.

Requisiti della cucina

Obbligatori Opzionali
adduzione acqua fornitura gas
scarico lavabo cappa sul piano
prese elettriche scarico lavastoviglie
piano cottura

L’aspetto più rognoso – in genere – è lo scarico del lavabo (esaminato nel prossimo capitolo), gli altri punti si possono risolvere con maggiore facilità; lo scarico della lavastoviglie* è opzionale perché non do per scontato che avrai una lavastoviglie. 🙂

*è collegato a quello del lavandino

Spostare la cucina: lo scarico del lavabo

Ecco il principale nodo da sciogliere: le acque reflue del lavandino devono raggiungere la colonna di scarico più vicina.

Il problema è che lo scarico funziona per gravità, non c’è una forza che “spinge” l’acqua fino alla colonna. Il tubo – per garantire lo scorrimento – ha bisogno di una pendenza minima pari ad almeno l’1%: in pratica, per ogni metro di distanza, bisogna abbassarsi di 1 centimetro (a parete e/o a pavimento, dipende dal caso specifico).

Quando il tubo passa a terra, significa che attraversa i massetto sotto il pavimento: se lo spessore del massetto può contenere il tubo – rispettando la pendenza minima – allora spostare la cucina è possibile.

Ricorda: maggiore è la distanza tra lavabo e colonna, maggiore è lo spessore del massetto necessario a contenere il tubo

I grattacapi iniziano quando lo spostamento è notevole e/o lo spessore del massetto è insufficiente: cosa fare in questi casi?

Alternative

Se la distanza da coprire è eccessiva, puoi scegliere una delle seguenti alternative:

  • il gradino
  • la pompa domestica

La prima soluzione è elevare la cucina tramite uno scalino (quando l’altezza interna lo consente):

grazie allo scalino aggiungi dello spessore di materiale, che contiene una parte del tubo e assicura la pendenza richiesta. Se ben studiata, tale opzione risolve il problema e crea una zona sopraelevata che risulta anche piacevole (dipende dai gusti!).

L’altra possibilità è la pompa domestica, un apparecchio elettrico per lo smaltimento delle acque chiare:

cucina con pompa per acque chiare

compito della pompa è raccogliere le acque dello scarico per poi spingerle fino alla colonna più vicina.

A mio avviso è una soluzione estrema, ma il grande punto a favore dell’apparecchio è che trasporta l’acqua dello scarico anche a decine di metri di distanza (orizzontalmente); in base al modello, alla pompa elettrica puoi collegare anche lavastoviglie e lavatrice.

Lo svantaggio? Si tratta di una macchina che funziona grazie all’elettricità: se manca la corrente non puoi usare il lavabo.

Spostare la cucina: gli altri elementi da sistemare

Una volta risolto il problema dello scarico del lavabo, dovrai pensare ai restanti punti della tabella (vediamoli uno ad uno).

Adduzione acqua

L’adduzione dell’acqua è l’insieme di reti, componenti e apparecchiature che distribuiscono acqua calda e fredda in cucina. Questa serie di “tubi” – in genere – non è difficile da spostare, perché parliamo di tubature di piccolo diametro che funzionano a pressione e possono spingere l’acqua pressoché dovunque.

Prese elettriche

Anche l’aggiunta di prese elettriche e interruttori è piuttosto semplice: vanno eseguite alcune demolizioni per le tracce che ospiteranno tubi corrugati, cavi elettrici e altri componenti, ma l’impianto elettrico è più facile da gestire.

Fornitura gas

Quando parlo di “gas” mi riferisco a quello necessario per la cottura dei cibi che – come mostrato in tabella – è un elemento opzionale, perché il piano cottura della nuova cucina può essere a gas o induzione.

Nel primo caso, il percorso del tubo dev’essere esterno (niente passaggi sotto il pavimento, nelle pareti e/o in controsoffitti in cartongesso). Ciò significa, ad esempio, che il tubo dovrà passare sulla facciata del condominio, fino ad entrare nella stanza che ospita la nuova cucina.

Una volta entrato, potrà muoversi a livello del battiscopa, e sarà coperto dal mobile cucina.

Nessun problema col piano a induzione, perché funziona grazie all’energia elettrica (quindi niente gas).

Sui piani cottura a gas, è obbligatoria una cappa aspirante (norma UNI 7129:2015); se manca la canna fumaria – ed è impossibile da realizzare – bisogna installare una cappa filtrante, abbinata a un sistema di ventilazione aggiuntivo (es. un elettroventilatore).

Col piano cottura a induzione la cappa non è obbligatoria – se non diversamente stabilito dalle norme locali – ma è comunque raccomandata (puoi anche usare un modello filtrante, se in cucina manca un impianto di aspirazione fumi).

Ci sarebbe un’altra possibilità: il piano cottura a induzione con cappa integrata:

questi modelli aspirano fumi e odori direttamente dal piano; la cappa integrata nel piano può essere sia aspirante che filtrante.

Progettare la nuova cucina (non è finita)

Il cerchio non è ancora chiuso, perché la nuova cucina va disegnata rispettando altri parametri, tra cui:

  • superficie minima locale
  • altezza minima interna
  • rapporti aeroilluminanti

Tali parametri sono indicati nel Decreto Ministeriale del 5 luglio 1975 e nei regolamenti edilizi dei Comuni, e possono variare in base alla zona d’Italia.

La progettazione spetta a un tecnico abilitato: architetto, geometra o ingegnere.

Per spostare la cucina servono autorizzazioni?

Lo spostamento della cucina in un’altra stanza richiede la presentazione di una CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata) o di una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività).

Compito del tecnico è definire, compilare e presentare la pratica corretta, in base alle specifiche dell’intervento.

L’intervento è detraibile?

Si, perché rientra nei lavori di manutenzione straordinaria. In questo caso hai diritto al Bonus Ristrutturazioni, che prevede una detrazione dall’Irpef del 50%, calcolata sulla spesa sostenuta; la cifra portata in detrazione è ripartita in 10 quote annuali – di pari importo – che recuperi nelle 10 dichiarazioni fiscali degli anni successivi.

Spostare la cucina: come procedere?

Mi auguro che la guida abbia risposto alle tue domande: in caso contrario scrivi un commento sotto al post.

Se cerchi informazioni sull’argomento ristrutturazioni (cucine, ma non solo) iscriviti al canale YouTube di Voglia di Ristrutturare; sul canale trovi dei pratici video – realizzati nei cantieri – che raccontano cosa accade quando ristrutturi una casa o un appartamento. 🙂

A presto!
Lorenzo

Lorenzo Ciancio

Autore del post e fondatore di Voglia di Ristrutturare Leggi i miei articoli