Come ristrutturare casa un po’ alla volta (Guida 2022)

Come ristrutturare casa un po’ alla volta (Guida 2022)
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In questa guida scoprirai come ristrutturare casa un po’ alla volta (senza traslocare).

Parlerò dei lavori fondamentali – da eseguire prima del trasferimento – e di quelli rinviabili, con tutte le conseguenze di questa seconda scelta.

Procediamo con ordine…

Ristrutturazione Parziale VS Ristrutturazione Totale: qual è la differenza?

La ristrutturazione parziale comprende solo alcune opere, scelte dal committente sulla base di vari aspetti (come le possibilità economiche). È un restauro incompleto, di solito ultimato nei mesi/anni successivi al trasloco.

appartamento demolito

La ristrutturazione totale è un intervento onnicomprensivo, e include:

  • demolizione locali
  • rimozione degli impianti originari
  • posa di nuovi impianti (idrico-sanitario, elettrico e riscaldamento)
  • posa di nuovi pavimenti
  • installazione di finestre, cassonetti e tapparelle/persiane
  • installazione di porte interne e portoncino d’ingresso
  • tinteggiature interne

Su case singole o porzioni si aggiunge il rifacimento di tetto, lattonerie, facciate e fognature.

L’elenco esclude alcuni interventi importanti ed utili, ma non “obbligatori”. Tra questi: impianto di condizionamento, VMC, impianto fotovoltaico, cappotto esterno/interno…

Il GRANDE vantaggio della ristrutturazione parziale

Il restauro a step successivi ha senza dubbio un beneficio, ovvero la possibilità di rimandare i lavori che non hanno carattere di urgenza.

Sono rinviabili – ad esempio – il rifacimento del bagno o del tetto:

bagno in ristrutturazione

Puoi dilazionare questi ed altri interventi…ed è una fortuna, perché a volte non hai alternative. 🤷🏻‍♂️

Magari il budget impedisce di compiere subito una ristrutturazione completa, oppure hai fretta di traslocare nella nuova casa (quindi tralasci delle opere).

A parte tale vantaggio, non vedo altri validi motivi per prediligere una “ristrutturazione a pezzi”.

4 Svantaggi di ristrutturare casa un po’ alla volta

I punti a sfavore sono invece molteplici ed importanti, leggili con attenzione.

Disagi e compromessi

La ristrutturazione parziale implica compromessi e disagi: sia per il committente sia per l’impresa.

Facciamo il classico esempio: vuoi rifare un bagno quando già vivi in casa.

demolizione del bagno

Nonostante le precauzioni, un po’ di polvere riesce comunque a raggiungere le stanze confinanti e i mobili (anche se coperti).

Oppure, durante il passaggio, gli operai potrebbero urtare arredi e soprammobili, col rischio di rovinarli/romperli.

Ci saranno (quasi) sempre dei disagi, che aumentano o diminuiscono a seconda dell’intervento.

Interventi successivi impossibili

Certe opere sono impossibili da compiere senza traslocare.

Hai capito bene: o le realizzi prima del trasferimento, o puoi scordartele. 👋

L’alternativa è abbandonare l’immobile e sgomberare l’arredo, con tutte le rogne e le spese del trasferimento.

È così: la ristrutturazione parziale impone delle scelte; tra poco leggerai l’elenco degli interventi improrogabili o rimandabili.

Maggiori costi

In alcuni casi, la ristrutturazione parziale costa più di quella totale.

Impossibile? Dipende.

Innanzitutto, con la ristrutturazione totale risparmi sui costi di progettazione e burocrazia, perché in genere c’è una sola parcella del professionista (esempio: l’architetto) e un solo permesso/autorizzazione – comprensivo di tutte le opere – e quindi un’unica spesa per i diritti di segreteria, etc…

Al contrario, se in futuro realizzi 5 interventi in 5 anni, dovrai forse pagare 5 parcelle, più i costi per autorizzazioni/permessi.

Senza contare le ulteriori spese per eventuali impalcature, occupazione del suolo pubblico…

Niente bonus

Alcuni interventi – presi da soli – non beneficiano dei vari bonus ristrutturazioni. Anche questo è un mancato risparmio, e dunque un punto a sfavore delle ristrutturazioni parziali.

Ristrutturare casa un po’ alla volta: cosa fare PRIMA del trasloco

Attenzione:

Questo capitolo comprende gli interventi che – a mio giudizio – non puoi fare quando vivi in casa, o che non conviene rimandare a dopo il trasloco.

Ti consiglio di puntare innanzitutto su questi lavori.

#1 Impianti e demolizioni

Il rifacimento degli impianti idrico-sanitario, elettrico e di riscaldamento richiede parecchie demolizioni su pavimenti e pareti, quindi è impossibile cambiarli quando vivi in casa.

Ovviamente mi riferisco alla completa sostituzione degli impianti (rimozione di quelli originari compresa), le piccole modifiche sono un’altra cosa.

#2 Posa pavimenti

Rifare tutti gli impianti significa romprere i pavimenti, o almeno una parte di essi (in base all’ambiente), per il passaggio delle tubature.

Di conseguenza, la posa dei nuovi pavimenti è una conseguenza del primo intervento.

#3 Risanamenti di umidità

Alcuni risanamenti di umidità, in base a zona di intervento ed entità del problema, hanno la precedenza su altre opere edili.

Esempio: l’umidità ascendente del garage, della cantina o della taverna si può affrontare anche dopo il trasloco.

NON è la procedura ideale, ma in mancanza di denaro/tempo non hai opzioni.

parete con umidità di risalita

Il medesimo problema – in zona giorno o nelle camere – va risolto prima del trasferimento, perché un risanamento può essere molto invasivo e stressante (ahimè, lo dico per esperienza diretta).

#4 Rimozione amianto

In certi vecchi edifici è possibile trovare elementi e manufatti composti da amianto, un materiale che in passato* ha trovato largo impiego nel settore edile (*fino alla fine degli anni ’80).

L’uso dell’amianto è oggi vietato (legge 257/92), ma non esiste una normativa che impone la rimozione di quello presente nelle abitazioni…a patto che sia in buono stato.

Esempio: non sei obbligato a rimuovere una copertura di amianto, se le lastre sono intatte.

L’obbligo di rimozione riguarda i manufatti danneggiati, perché le fibre del materiale – disperse nell’aria – sono molto pericolose per la salute.

Tuttavia, considerati i rischi, è meglio bonificare ed eliminare l’Eternit (cioè l’amianto) prima del trasferimento, indipendentemente dallo stato di conservazione del materiale.

Si tratta di tutelare la salute della famiglia, tutto il resto è secondario. 🙂

Ristrutturare casa: quali interventi puoi rimandare?

Passiamo ai lavori realizzabili anche dopo il trasloco, che in alcuni casi preannunciano disagi e rinunce (farò degli esempi).

ATTENZIONE: in linea di massima, i prossimi lavori sono eseguibili in qualsiasi momento. Possono capitare complicazioni o impedimenti, legati a specifiche dell’intervento e stato di fatto dei locali.

Restauro dei pavimenti

Il primo lavoro rimandabile è il restauro di alcuni pavimenti, come la lamatura del parquet e la levigatura del marmo.

Per rinnovarli senza traslocare, devi svuotare la stanza interessata dall’intervento, rimuovendo almeno gli arredi più leggeri; cucina e armadi pesanti possono restare al loro posto.

Posa dei pavimenti (in sovrapposizione)

Il secondo lavoro rinviabile è la posa dei pavimenti in sovrapposizione (al pavimento originario).

I materiali più usati sono i seguenti:

Si prediligono questi perché la posa* è abbastanza pulita, rapida e – a differenza dei pavimenti in grès – la superficie è subito calpestabile.

*niente uso di colle e chiodi

Tuttavia, bisogna valutare caso per caso. ☝️

A volte occorre tagliare le porte interne, gli stipiti e magari adeguare il portone di ingresso; il pavimento sottostante dev’essere solido, compatto e planare (privo di imperfezioni evidenti).

Opere in cartongesso

Rispetto al laterizio, la tecnica costruttiva del cartongesso garantisce tempistiche ridotte e un cantiere abbastanza pulito. Tuttavia, solo alcuni lavori in cartongesso sono fattibili mentre vivi in casa.

Nello specifico:

Esempio: creare una nuova stanza con pareti in cartongesso significa – tutto sommato – poche seccature.

Altra faccenda è realizzare una grande controsoffittatura, che copre vari ambienti. Questo intervento produce molta polvere e richiede spazio per gli spostamenti degli artigiani e il deposito dei materiali: va eseguito prima del trasloco.

Impianto di condizionamento

Aggiungere un impianto di condizionamento è quasi sempre possibile, anche senza bisogno di demolizioni.

Le tubazioni scorrono dentro una canalina esterna – di plastica – o dentro le pareti, previa demolizione per il realizzo delle tracce.

L’impianto richiede uno spazio per l’unità esterna, di solito collocata in balcone, in facciata o in giardino.

Porte e finestre

Infissi e serramenti si possono cambiare in qualsiasi momento, ma per le porte va fatta una precisazione.

Su alcune vecchie case si trovano porte interne con luce di passaggio inferiore alla misura standard (80×210 cm).

Per allargare il foro porta occorre demolire, inserire un nuovo controtelaio e infine rifinire con della malta; consiglio di fare l’adeguamento solo se la casa è vuota.

Balconi e terrazze

All’esterno diventa tutto più semplice, e i disagi diminuiscono.

Per iniziare, puoi rinviare il rifacimento di pavimenti e impermeabilizzazione di balconi e terrazze.

Altre opere rinviabili:

  • ristrutturazione del bagno
  • rifacimento tetto e lattonerie
  • cappotto esterno
  • tinteggiature esterne
  • sostituzione caldaia

Per concludere

Ristrutturare casa un po’ alla volta è possibile: ora conosci i lavori rinviabili a dopo il trasloco – senza dubbio ne ho scordato qualcuno – e gli svantaggi di questa scelta.

Se vuoi approfondire l’argomento “ristrutturazioni”, dai un’occhiata al canale YouTube di Voglia di Ristrutturare.

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A presto!
Lorenzo

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Lorenzo Ciancio

Autore del post e fondatore di Voglia di Ristrutturare Leggi i miei articoli